incomprensioni

Pubblicato: mercoledì, 8 settembre 2010 in di Tutto un Pò

il senso di colpa a quest’ora è insopportabile

-50%

    neve…e ghiaccio

    Pubblicato: lunedì, 21 dicembre 2009 in perdiTempo
    Tag:, , ,

    Nevica, anzi ha nevicato, e non poco. Di notte, all’inizio lentamente, quella piccola a granellini, quella che fa il manto, che anche se piove si attacca imperterrita, poi è iniziata la bufera. Vi siete mai trovati nel bel mezzo di una bufera di neve in piena notte? Non capisci più niente, cerchi di guardare avanti ma non vedi niente, indietro e tutt’intorno stesso risultato. Ti senti solo e impotente. Cerchi rifugio aspettando che venga giorno per cercare di capire dove sei finito, e quando finalmente arriva giorno e la neve ha smesso di cadere, cerchi di capire dove cavolo sei finito e soprattutto “ma come cacchio ho fatto ad arrivare fin qui?“, ma con scarsi risultati. Qualcuno in questi casi direbbe “ho troppo freddo per pensare, mi si congelano le idee”, beh, è vero, perchè alla fine non riesci a capire come hai fatto a trovarti in una situazione del genere, cerchi anche di pensare ad una soluzione, ma qualsiasi tentativo da il risultato sbagliato, proprio come direbbe Murphy “se speri che una cosa non accada, accadrà sicuramente”. Allora dai la colpa alla neve e speri che se ne vada in fretta, speri che quando inizierà a sciogliersi tutto tornerà alla normalità, che quando il ghiaccio tornerà acqua, non scivolerai più nel tentativo di fare un qualsiasi passo in una qualsiasi direzione, che quando la mattina ti sveglierai e vedrai il cielo sereno sarà finalmente una buona giornata.

    Aspetterò che  si sciolga la neve.

    Da l’oroscopo de l’Internazionale:

    Che farai a mezzogiorno del 1 settembre 2014? Chi sarai? Fino a che punto avrai realizzato i tuoi sogni? Al servizio di che tipo di bellezza, verità, amore e giustizia ti sarai messo? I casi sono due. Ricordando il periodo dal 27 agosto al 21 settembre 2009, potrai dire con rammarico: “Ah, se avessi fatto partire il mio Grande piano quinquennale in quel momento favorevole…”. Oppure potrai pensare: “In questi ultimi cinque anni sono diventato davvero padrone della mia vita”.

    Ecco, che farò il 1 settembre 2014? Sarò veramente padrone della mia vita? Teoricamente il mio piano quinquennale l’avrei gia fatto partire, probabilmente con troppi forse in ballo, forse un nuovo lavoro, forse una nuova città. Ho un criceto che vorrei portare con me. Malefico criceto, devo assolutamente studiare una soluzione per portarlo me, avrei il mio malefico criceto affamato da trovare ogni volta che torno a casa, sempre che riesca ad avere una casa in cui tenere un criceto affamato ovviamente. Certo dovrei forse insegnare al criceto qualche trucchetto carino, giusto per passare e per farli passare il tempo, ovviamente avrebbe una ruota in cui girare, ma qualche trucchetto però non mi dispiacerebbe insegnarglielo. Non roba da circo, no non mi piace, non ho mai insegnato nemmeno al mio fidato cane a dare la zampa, mi fa tristezza sentire «quà la zampa!» e poi biscottino come premio, no decisamente no.criceto Piuttosto fantasticando mi piacerebbe imparasse a rispondere al telefono, con una vocina tipo Chipmunks quando cantano «christmas christmas time is near time for toys and time for cheer». Beh non è da tutti sognare di tornare a casa dopo una giornata di lavoro e sperare di trovare ad aspettarti un criceto, musetto carino, espressione adorabile, pelosetto e dannatamente affamato. Non mi sembra di chiedere troppo (criceto parlante a parte), ma a quel punto si che potrei dire di essere padrone della mia vita.

    funamboli

    Pubblicato: mercoledì, 26 agosto 2009 in di Tutto un Pò, perdiTempo
    Tag:, , ,

    Siamo funamboli, il nostro numero è apparentemente molto semplice, partiamo da due piattaforme l’una di fronte all’altra per poi incontrarci a metà strada. Apparentemente semplice dico, prima di tutto camminiamo sulla stessa corda, poi la fune è distante da terra, funambolil’ultima volta che l’ho misurata credo fosse a 15 metri, ma io sono convinto che sia ancora più in alto. Non ce lo vogliono dire a che altezza è, sanno che potrebbe essere controproducente per lo spettacolo farci sapere a che altezza siamo. Diciamo che la fune è a 20 metri da terra. Siamo allenati, perfettamente allenati all’altezza, ed abbiamo un perfetto senso dell’equilibrio. Ci alleniamo tutti i giorni ed ogni sera c’è lo spettacolo, praticamente noi funamboli viviamo sulla nostra corda, viviamo per il nostro spettacolo. Alla fine non ci fai quasi nemmeno più caso. Ti ritrovi sulla piattaforma, uno di fronte all’altro, non so nemmeno a che distanza. Ricordo che all’inizio eravamo vicini, le prime volte intendo, quando non ero ancora un bravo funambolo. Poi con gli anni la distanza è aumentata, per lo spettacolo dicono, ora non so nemmeno di preciso quanto sia, so solo che quando iniziamo il numero la vedo piccola piccola in piedi su quella piattaforma.

    Inizia lo spettacolo, ci annunciano, applauso del pubblico, inchino e primo passo avanti. Non c’è nessuna rete di protezione ma oramai ci sono abituato, altino però questa volta, secondo me hanno alzato ancora di più le piattaforme. Metto il piede sulla fune, e cerco l’equilibrio, con calma, i primi passi sono fondamentali, sono i più importanti.

    Secondo piede, lentamente, cerco ancora l’equilibrio, lo trovo e faccio un passo avanti, barcollo impercettibilmente, respiro e mi chiedo se il pubblico avrà fatto caso al mio errore, non ho sentito niente, nessun “ohhhhhh”, niente di niente, forse sono veramente troppo in alto. Mi calmo e riparto, la respirazione è importante, anche la concentrazione è importante, non devi pensare a niente , solo a te ed alla fune. Chissà dall’altra parte come sta andando non sento la fune vibrare, significa che anche lei si è fermata. E’ importante sentire le vibrazioni della fune, è importante non fare vibrare troppo la fune. Rischi di fare cadere il tuo compagno, qualche volta sono caduto, qualche volta ho fatto cadere, ma sempre durante gli allenamenti, con la rete di protezione. Solo un gran spavento niente di più, poi si fa l’abitudine anche alle cadute, cioè la paura rimane, non se ne va mai quella, ma poi risali subito e continui fino a quando il numero non ti riesce.

    Affiatamento, ecco cosa serve, sapere quanto veloce puoi andare e quanto poter far vibrare la fune senza far cadere l’altro.

    Quando  trovi l’equilibrio ed il giusto ritmo poi sembra un gioco da bambini, vai avanti un passo dopo l’altro, in perfetto equilibrio, in perfetta sincronia tu ed il tuo compagno di numero. Funamboli-1Addirittura ci sono momenti in cui la fune non ti sembra nemmeno più una fune. Ti sembra larga, come una passerella, e tu vai avanti spedito, in equilibrio e tranquillo, ma poi fai un passo falso e ti rendi conto che la passerella è una fune e che tu hai rischiato di cadere; “ohhhhhhhhhh” del pubblico, questa volta mi hanno visto, questa volta ho rischiato, prendo fiato e ritrovo la calma, guardo avanti il mio compagno siamo vicini ora, si è fermata anche lei, ho rischiato di far cadere entrambi. Colpa mia, lo so, sono stato poco attento, avventato e troppo poco attento. Manca poco ormai, solo pochi passi ed il numero finirà, poi potrò scendere. Ritrovo l’equilibrio e faccio il primo passo, ho più paura ora, ma non posso stare qui per sempre.

    Un altro passo

    il respiro si fa affannoso, guardo avanti, lei mi sorride, sa come farmi ritrovare la calma lei, è tanto che facciamo questo numero, un altro passo, ci siamo quasi, sento fremere il pubblico, anche io divento impaziente. Calma, ci vuole calma, devo ritrovare calma e concentrazione, riguardo avanti, la vedo siamo a pochi passi l’uno dall’altra.

    Un altro passo… tremo ancora per prima.

    Un altro passo… lentamente allungo le mani per afferrarla.

    Un altro passo… la abbraccio, il pubblico applaude. Anche per oggi è andata.

    Domani si ricomincia.

    18.08.2009

    Pubblicato: mercoledì, 19 agosto 2009 in di Tutto un Pò, video
    Tag:

    un mini tributo mi sembra dovuto.

    http://www.fernandapivano.it/

    ammazza l’inno

    Pubblicato: mercoledì, 19 agosto 2009 in di Tutto un Pò
    Tag:, , ,

    Devo dire che la storia dell’inno oramai mi ha bell’e stufato. Cambiare l’Inno di Mameli con Va pensiero, già mi immagino il Cavalierenazionale, a Tunisi, con una margherita in mano dire “Inno di Mameli… Va’ pensiero…Inno di Mameli… Va’ pensiero…” decisioni difficili anche perchè contemporaneamente deve pensare a replicare alle dichiarazioni dei vescovi fatte all’Avvenire: «Mai organizzato festini, solo cene simpatiche» (simpatiche? e che cacchio vuol dire, che erano cene con clown e barzellettieri?).

    Comunque si parlava dell’inno nazionale, personalmente proporrei un referendum (tanto non gli costa niente a LORO), come possibili scelte metterei: L’Inno di Mameli, Va’ Pensiero, Italia di Mino Reitano e per i più giovani In Italia di Fabri Fibra «ci sono cose che nessuno ti dirà…», come dire, visti i tempi che corrono, calza a pennello.